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Potete tagliare tutti i fiori, ma non potete impedire alla primavera di ritornare (Mao tse-tung)

martedì, settembre 18, 2007

come mosche sul velluto

Scritto di Domenica 16
Dalla finestra i suoni della partita, il chiacchierare delle persone che vanno allo stadio. la mia totale indifferenza, il mio udito si ferma sul fruscio del vento e alla musica Lo scoprirsi diversi, il credersi altro, che tanto, si, alla fine si riesce sempre ad adattarsi Come Tanino avrei voluto svenire per uscire da situazioni in cui ero, dallo stato in cui mi trovo. Dentro un vortice di eventi e circostanze complesse, cerco l'uscita trattenendo a stento la nausea Combatto con il dubbio di non resistere e l'imperativo di non rinunciare. Piccole soddisfazioni mi danno piccoli stimoli a cui mi aggrappo con la punta delle dita facendo leva per continuare l'arrampicata per arrivare a vedere il panorama.

oggi
E le incombenze, le scadenze, l'inconcludenza le continue corse per non arrivare da nessuna parte, l'accorgersi appena sveglio di non avere un meta nella giornata, di non aver più dedicato tempo a se stessi, ai propri interessi e alla natura. Subisco le giornate senza viverle e non ne trovo uno scopo finale. Il chiedersi "cosa sto facendo?" e il non averne risposta. Cercare un spazio per se, il cercare un rifugio che nemmeno il sonno soddisfa perchè catapulta nel giorno successivo e nelle stesse situazioni. L'odiarsi per il lamento che si sente dentro e che si deve fare uscire. I kilometri che si percorrono in un ora ma non in una giornata. L'attesa.
Il ricordo della strada più semplice e luminosa, semplice ... semplice in cui i problemi si presentano e risolvono con il proprio corpo e si superano alzando lo sguardo lungo gli orizzonti dei campi... Il movimento delle nuvole, lo spazio aperto del cielo, l'assenza del limite. Al parco il vento spingeva via ognuna di queste oppressioni, lasciandomi
steso
a piedi nudi
nel prato
a fissare il tramonto
...
il resto non importa
...

2 commenti:

pasticciera ha detto...

purtroppo la vita ci pone sempre davanti a traguardi da raggiungere e noi ci mettiamo alla prova, per dimostrare a noi stessi che valiamo, superando i compromessi dell' esistenza..penso con gioia agli anni passati, in cui non dovevamo preoccuparci di essere e dimostrare, ma solo vivere senza un pensiero alcuno. La natura, quando riusciamo a percepirne l' essenza, ci riporta a quegli attimi, in cui potevi guardare fissamente il sole senza richiudere gli occhi immediatamente..

anarcoecologo ha detto...

si non ci chiede mai nulla la natura, rapporto schietto e ideale
ciao pasticciona