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Potete tagliare tutti i fiori, ma non potete impedire alla primavera di ritornare (Mao tse-tung)

lunedì, dicembre 26, 2011

C'è chi continua a non capire

Un giorno un Porche Cheyenne mi ha superato emettendo il sibilo della turbina, mi sono voltato per vedere cosa succedeva e ho visto un uomo sui 40 con in mano un panino Mac Donald e la sportina del mac Drive mentre con l'altra teneva il volante. L'ho guardato .. la mia mente l'ha fotografato e ho pensato "Non ce la faremo mai"

venerdì, agosto 19, 2011

Il giro dell'economia

E’ ora di ricominciare con le lamentele, mentre ascolto la radio dedicandole il 70% della mia attenzione. Sono tanti i punti che dovrei toccare.
Guardo rassegnato i movimenti della generazione che ci ha generato ed ora ha la guida di quest’Italia di cui mi vergogno.
Osservo ed ascolto per radio i provvedimenti e le inutili discussioni tra i vari personaggi di questo show politico, li sento discutere dei problemi facendo finta di volere trovare le soluzioni.
Tagli ai comuni, contributo di solidarietà, non tocchiamo le pensioni… che cazzate !!
La mia generazione forse non sarà in grado di percepire la pensione, non potrà procreare, non potrà costruire nulla finchè l’egoismo dei nostri “genitori” sarà il motore di leggi e provvedimenti. Conosco troppi pensionati che tutt’ora lavorano e non lo fanno per necessità di soldi, ma per fame di soldi. Conosco poche persone ma so che ne esistono tante, che dopo anni di alti stipendi prendono pensioni come minimo pari al triplo del mio attuale stipendio da precario. Persone che integrano la loro pensione con le rendite dei loro immobili e dei loro capitali più o meno esteri. Non sarà il caso di limitare le pensioni ad un tetto massimo!!
Sarò troppo “comunista” a dire massimo 3000€ al mese?
E la tassa di solidarietà o come diavolo l’hanno chiamata per nascondere il nostro presidente dalla vergogna di un aumento delle tasse, non potrebbe essere più alta e applicata anche a fasce più alte in maggior proporzione.
Perché ho sentito dire che non è bene colpire “quei pochi che fanno girare l’economia” e a prescindere dal fatto che odio il termine “far girare l’economia” mi sembra palese che in questo modo si crei una netta separazione tra le classi sociali. Ci sarà quindi chi fa girare l’economia e chi inizierà a girare tra i loro cassonetti dell’organico.
Pure i calciatori si sentono toccati e minacciano uno sciopero, per me potrebbero pure smettere di giocare per soldi e riniziare a farlo per divertimento.
E gli stronzi che continuano e speculare e fottere l'Italia e gli Italiani, quelli con fatturati in nero, proprietà intestate a figli illeggittimi pur di non pagare nulla.. quelli poi non li tocchiamo che se no le tasse devono iniziare a pagarle pure in parlamento.
In questo tentativo di esclusione della nostra generazione dal futuro come ci è stato presentato in gioventù, vedo una speranza.
La speranza che l’economia” smetta di girare” come era stata impostata e inizi un tempo di economie locali basate sull’agricoltura sulla “rivoluzione della semplicità”, su vite tecnologicamente più semplici liberi dalla schiavitù del lavorare per pagare cose futili e troppo effimere che alimenterebbero SOLO gli organizzatori del GIRO DELL’ECONOMIA. Così non si sentirebbero più le parole Ecologia e Biologico usate come bandiere per accaparrarsi voti di persone semi sensibili e salvarsi la faccia di fronte a scelte dubbie ma saranno le implicite nelle azioni quotidiane.

lunedì, giugno 13, 2011

La vittoria

Merita di tornare sull'argomento politico questa vittoria ai referendum!
Per la vittoria del SI, per il raggiungimento del quorum, per lo schiaffo del popolo pensante al sistema che il presidente aveva studiato per sostenere i suoi interessi. Una vittoria dell'informazione non di massa.. dei volantinaggi e delle manifestazioni.. Ho paura a dirlo ma sembra che in questa occasione, questo 12 e 13 giugno 2011, il popolo italiano sia tornato a svegliarsi, si sia sfregato gli occhi e abbia spento la TV che l'ha tenuto prigioniero sedato fino ad oggi.
Sono contento e spero che le cose continuino con questa piega.

martedì, aprile 26, 2011

Merano, Levico, Valle di Sella

Il week end di Pasqua era carico di aspettative... Si perchè aspettavamo entrambe, sia io che Mara, l'arrivo di questi tre giorni tutti attaccati di "riposo"... Riposo che nel nostro vocabolario equivale a uccidersi di sforzo fisico per poi godere di qualche buon pasto e una bella dormita.. Perchè siamo "addicted" da quella sensazione che si ha in corpo dopo una passeggiata o una generica fatica con scopo ludico.. quello sfrigolio dei muscoli, quella leggerezza della mente, quella calma del corpo e quell'innapagabile sensazione dell'aver già dato!!.
Avevamo programmato un'Altavia da 2 notti non si sa dove, una dormita in bivacco in un qualche monte, una notte all'alpe di Siusi in un centro Benessere e tante altre alternative..
Ovviamente niente di tutto ciò! Un madley di tutto.. come sempre!
MERANO
Così primo giorno a Merano.. a passeggio, in bicicletta sue giù.. un wusterino con senape e mayonese... un pane di segale e poi ... TERMAE ! Infatti Merano ha delle bellissime terme come in quasi ogni paese del sud tirol.. Così abbiamo goduto di 3 ore di saune, idromassaggio, bagno turco, relax, piscina clada e piscina fredda, sauna finlandese seguita da tinello di acqua gelida rovesciato addosso... sempre e continuamente nudi! Perchè in effetti è bello stare nudi! Io l'ho capito la prima volta quando siamo stati per caso ad un campeggio naturistain croazia..e da allora dico si al nudismo! Che non ti cambia poi nulla e non ti fa essere diverso o perverso, ti fa solo essere onesto con te stesso. Credo io.
La serata ha avuto il solito colpo di scena.
Da bravo BRACCINO CORTO avevo parcheggiato il furgo al parcheggio dell'interspar. Dopo aver controllato non ci fossero divieti, orari o sbarre. Bastava essere clienti .. lo fummo!!
Alle 20 il supermercato chiudeva, arrivati alle 22 con la nostra bici il nostro furgo giaceva solo in questo immenso spazio.. molto malinconico.. solo un grande sbarra metallica ci separava da lui, la sbarra portava un cartello con scritto RIAPERTURA MAR 26.. Interspar vi augura buone Feste!. CAZZO!dicemmo!
Abbiamo risolto poi ... una telefonata al 113 (la prima della mia vita) con la massima educazione e cordialità ho esposto il dilemma al quale ero di fronte. Nel giro di pochi minuti una volante ci ha raggiunto, "documenti!" e documenti a loro. Due risate genere volevate fare i furbi e non pagare il parcheggio .. poco dopo è arrivato il proprietario delle chiavi e ci ha liberati. E così fuga verso casa base.
Levico
Partiti di buon ora dopo una bella dormita, veramente bella in preda alla rilassatezza donataci dalle terme e dal picco di adrenalina per la dissaventura al parcheggio, siamo andati a Levico. Il pic nic pasquale stesi sul prato era a base di Fusilli con zafferano, cappuccio rosso e semi di girasole; gamberi saltati con verdure e curry; vino Brunello di Montalcino 2006 (ottimo anche se non c'entrava nulla) e due ovetti di pasquetta. Finito il desinare (disnar in dialetto trentino significa per l'appunto pranzare.. me ne accorgo ora) siamo andati ad Orti in Parco una maifestazione su base agricola che si svolgeva al parco di levico. A parte alcune belle attività e bancarelle la cosa che è rimasta nel cuore è stata la "Preparazione del Canederlo sostenibile" teatrata dalla compagnia Koinè.. Si tratava di fare ognuno per se i canederli, cibo sostenibile in quanto RIuso di pane vecchio e avanzi di casa, il tutto condito da una voce fuori campo veramente ironica, alcune canzoncine e la guida di Maria Canederlaia di Rabbi. Così oltre ad aver riso, fatto i canederli, ci siamo procacciati la cena FOR FREE.. mara ed io sbaviamo di fronte a queste cose.
VAL DI SELLA
I canederli sono stati consumati alcune ore dopo in Val di Sella, improvvisando un brodo e accompagnati dalle lasagne funghi asaiago e radicchio che avevamo portato da casa. La valle, chiusa, ci ha meravigliato, era veramente bella, silenziosa e poetica.
Abbiamo dormito in furgone, sofferto appena un po di freddo e di dolori alla schiena .. per mancanza di abitudine, il mattino dopo una bella colazione siamo andati ad arrampicare una piccola falesia sotto la statale per Olle e Borgo Valsugana. C'era un bel sole e io morivo dalla voglia di sentire la roccia tra le mani. Così ho aperto tre vie da un 5 ad un 6c e ce la siamo goduta..
Il resto del giorno puzzava già di rientro e non sarà in questa fase che parlo di cose mailinconiche.

Le Laste, Il luogo di Lavoro

Abito a Lavìs e lavoro a Trento.. alle Laste come dice la gente di qua. Le Laste, non so bene da dove derivi il nome ma c'è pure un santuario: la Madonna delle Laste. Lavis-Trento finora l'ho sempre fatto in bicicletta, 8km in leggera pendenza al mattino con il vento a favore. Sono circa 16minuti di bici al mio passo .. al mattino. Il problema nasce quando devo “salire” alle Laste. Questa madonna e la mia cooperativa infatti, si trovano su un colle sopra a Trento sopra al castello del BuonConsiglio (che una volta era del Malconsiglio). Per salire, la strada è veramente ripida veramente !! Salgo con il rapporto 1:1 della mia bici Hibrid NSR GT, velocità massima i 12km/h la minima 7Km/h. Fatica!! I colleghi consigliano di salire a piedi... in effetti arrivo su rosso in viso e sudaticcio, tanto da dover far prima un check up del mio corpo in bagno e cambiarmi la maglietta.

Lavis-Laste 10Km tempo di percorrenza 27min

La strada che percorro è via della Pontara, poi un pezzo di via Cervara ed arrivato al convento dei cappuccini devio per via delle Laste per l'appunto. Ho scoperto lunedì mentre affrontavo un ripidone che la via ha tutte le stazioni della via crucis... Ogni mattina la ripercorro partendo dalla 7 stazione “Gesù incontra la Maddalena” fino circa alla 10 o 12 in cui “Cristo viene deposto dalla croce e bendato” passando ovviamente per quella in cui “Cristo Muore”e "Cristo cade per la seconda volta". Certo non mi aiuta ne mi conforta il ricordo della sua fatica e della sua sofferenza. Per lo più quando lui risorge io arrivo pure al lavoro!... sarà una risurrezione moderna la mia.

Una volta varcata la soglia di Villa S.Ignazio dove lavoro nella cooperativa sociale, tutto cambia. In effetti.. alberi e bosco, prati, aiuole, calma e silenzio e soprattutto uno stupendo orto a terrazze. Questo sarà il mio compito, accudire l'orto ed insegnare qualcosa di manutenzione del verde e giardinaggio a “utenti con disagio sociale over 40”. L'orto è storicamente del volontario Beppino. Mi era stato presentato come un orso, una persona difficile da avvicinare e dura. In verità si sta rivelando una grande persona. Una di quelle che, come successe in Guatemala con Felipe, con il loro amore per la natura e la loro calma conquistano un importante posto nella mia mente e nel mio cuore. Gli occhi di Beppino sono i tipici occhi di chi ama il verde e passa le giornata a guardare cielo e terra, limpidezza e profondità. Ieri abbiamo trascorso tre ore fianco a fianco a pulire le file di cipolle, abbiamo strappato alcune erbacce e zappettato tra le file. Inginocchiati sulla terra sassosa. Mi ha raccontato la sua visione della politica, ha commentato i fatti di questi giorni ha condiviso i fastidi e mi ha spiegato una piccola parte della sua vita mentre i merli ci venivano a fianco sperando di tirare su qualche lombrico e i passeri se la cantavano allegri sugli alberi in piena esplosione primaverile.

Arrampicata e grigliata al Cimirlo

Era Domenica e c'era Filippo, era in sosta dal suo viaggio Praga-Ferrara. Si è fermato a dormire e ne ha approfittato per arrampicare con me e Mara. La giornata era sempre soleggiata come capita spesso da quasi tre settimane. Avevamo letto di questa falesia nei pressi di Povo a Trento praticamente. Con il furgonetto carico di tutti i ciappini necessari siamo saliti fino al passo del Cimirlo, il povero Tirtlen (il furgo) ha fatto molto fatica è sempre più stanco poveretto.

Parcheggiato in prossimità di un ristorante, abbiamo fatto una camminata di una ventina di minuti seguendo un sentiero indicato fino ad un bivio in cui si prende una stradella ripida che punta diritto alla Falesia. Il settore in cui ci siamo fermati era quello più semplice credo.. ma meglio così eravamo tutti arrugginiti. Ho aperto io, un 5b direi ..non di più forse qualcosa meno. Era una ascesa in un camino in alcuni tratti molto stretto in cui si poteva salire a 4 zampe. Da sotto sembrava molto semplice mentre aprendola ho avuto qualche difficoltà in alcuni punti gli appigli e le prese erano molto ampi e senza possibilità di incastro delle dita. C'è da dire però che ogni rinvio era sistemato in posti in cui si era in piena sicurezza. Aperta quella via abbiamo fatto la variante laterale, molto più divertente con alcuni punti che sfioravano il 6 grado.

A fianco un signore e sua figlia arrampicavano al nostro livello, molto allegri e sorridenti, grazie alla parlantina di Filippo abbiamo iniziato il dialogo e ci hanno consigliato posti e falesie da visitare. Alle 2 la fame si è impossessata di noi abbiamo raccolto tutto e ci siamo diretti verso un area di sosta sotto il rifugio Maranza, lì FINALMENTE abbiamo grigliato i nostri wuster, salsicce e costine e melanzane, il tutto contornato dal PANE Ceco che Filippo ci aveva portato in dono. Giornata splendida da ripetere, quantomeno voglio tornare alla Falesia per godermela di più.


venerdì, aprile 08, 2011

Salorno e i Pochi


Lungo la ciclabile dell'adige direzione Bolzano si raggiunge il primo paese del Sud Tirol o dell'Alto Adige a seconda dei punti di vista. Dopo circa 15km convento contrario da Lavis si arriva a Salorno, un paesetto carino stile tirolese con tanto di Rathaus e scritte in tedesco ed italiano. Avevo sentito parlare di un paese vicino chiamato Pochi che tutti qui chiamano I Pochi, dove ci sarebbe un rifugio in cui si mangiano bistecche di camoscio. Volevo andare a vedere com'era, era solo a 5km da Salorno. E così ho iniziato a salire. La salita era del 14% e i cartelli che indicavano i Pochi invece di calare il kilometraggio di distanza rimanevano invariati nonostante la mia fatica crescente. Sono arrivato a 500m dal cartello che indicava l'inizio del paese e ho girato la bici, mi sono chiuso la giacca e asciugato il sudore della testa. La discesa era veramente degna di nota, altroché salita. Ho toccato i sessanta km orari con mia grande soddisfazione. Mio padre avrebbe detto “Ta' tenti!!” ma non mi è apparso e poi lo sapevo anche io. Così mi sono lanciato nel ritorno tornando per la ciclabile con un gradevole vento a favore che mi ha fatto risparmiare 30 minuti di pedalate.

Lago S.ta Colomba e lago di Lases

Era una di quelle mattine in cui nonostante il sole stupendo ed il cielo limpido non avevo gran voglia di fare.. per di più iniziavo a sentire il fastidio e l'inquietudine del prolungato silenzio dei miei datori di lavoro che avrebbero dovuto farsi vivi, visto l'imminente presunto inizio. Sicché dopo aver svolto l'unico compito mattutino, qualche burocrazia legata al contratto di affitto appena instaurato, ho vinto l'inerzia che mi teneva schiavo imbambolato. Mi son travestito da ciclista e sono partito diretto verso l'indicazione marrone per il lago di Santa Colomba e Lases che avevo visto i giorni precedenti durante qualche vagabondaggio. Così i 14km di salita mi hanno lasciato un po con il fiatone, la strada statale per altro non era il massimo. Il traffico abbastanza sostenuto era per lo più di camion carichi e scarichi di Porfido, perché quella è zona di cave. Il panorama.. niente di che, sulla sinistra in basso nella gola scorreva l' Avisio a destra si alternavano boschi con cascate di erica in fiore a cave che brillavano come ferite aperte. L'ultimo tratto di salita da Albiano al Lago è stato il più duro e più volte mi sono dovuto convincere di non mollare. D'altronde venivo da una lunga pausa di attività ciclistica. Alla fine della salita, dopo una delle tante curve che precedentemente mi avevano svelato altre salite, è apparso il lago, piccolo e splendido. Un lago con acqua verde in cui il cielo e le nuvole riflettevano nitide. Le sponde erano ricche di cannuccia di palude, in alcune zone il prato arrivava direttamente in acqua, subito dietro, una bellissima pineta. C'è una leggenda sul lago. Un giorno un viandante arrivò a Santa Colomba a notte inoltrata e iniziò a bussare nelle case dei minatori delle Canope, nessuno gli aprì. Gli abitanti grazie all'attività di estrazione si erano arricchiti e da quel momento avevano paura degli estranei vedendoli come minaccia alla loro stabilità, dimenticando le buone regole di ospitalità e la gentilezza. Il viandante così vagò per tutte le case e nessuno gli diede asilo. Finchè arrivò all'ultima casa su per una collina, qui una signora sola, lo accolse. Durante la notte ci fu un grosso temporale con tuoni, lampi e pioggia scrosciante. La signora andò per affacciarsi alla finestra per vedere che stava succedendo quando si sentì trasportare indietro da una forza sconosciuta. Al mattino si ritrovò svenuta ed addormentata sulla sedia che stava di fronte alla finestra nella sua casa. Quando aprì la finestra non vide più il paese sotto il colle su cui viveva ma al suo posto era sorto un lago... Ovviamente il viandante era sparito e così via. Leggenda o non leggenda ma il lago aveva veramente qualcosa di magico. Ho fatto un giro intorno seguendo uno dei mille sentieri possibili fino ad arrivare al Dos dei Brusadi. Li ho letto i cartelli di spiegazione sull'attività dei minatori delle Canope, ho lasciato la mia firma su una di quelle agende che si lasciano a disposizione dei visitatori. Ho mangiato riso e verdure insipide seduto sopra un masso al sole, cercando di riempirmi gli occhi. C'erano moltissime persone in giro con il rampichino, ho scoperto infatti che la zona è il top per chi pratica mountain bike. Devo sicuramente tornare munito della giusta bicicletta. Dopo una pausa sono partito per Lases con l'intenzione di arrivare a Segonzano e passare sulla parte opposta della valle, in modo da tornare da una strada diversa. Ho chiesto indicazioni e sono stato scoraggiato, mi hanno detto infatti che la strada era molto lunga.. sali scendi e sali di nuovo. Ho visitato il lago di Lases e mi sono lanciato nella meritata discesa. Andavo forte ma non abbastanza, c'era il solito vento contrario, maledizione del ciclista, che non mi permetteva di godermi la discesa. Andavo a 34km/h ed era poco, mi è apparso mio padre che mi diceva “mo' cuntentat!!” come mi dice da quando sono bambino...ma no cacchio non riuscivo ad accontentarmi dopo tutta quella fatica ci voleva la ricompensa e almeno i 45km/h li dovevo toccare. Invece vento contro fino alla fine.

Zambana vecchia

Zambana vecchia, e Zambana nuova è il comune di fianco a Lavis, ma proprio di fianco roba da 6 minuti in bicicletta senza pedalare visto che c'è una lieve discesa. L'ho scoperta perchè mi era stato detto che c'era una parete d'arrampicata.. Ho preso la bicicletta e mi sono lanciato alla ricerca. La Zambana vecchia sta dopo l'Adige e dopo il Noce, ma è sempre a 20minuti di bici. Il paesotto è molto carino, sta sotto la Paganella ed al pomeriggio è tutto in ombra. Il paese non ha avuto un grande sviluppo e penso sia soggetto anche all'abbandono da parte dei giovani. Per questo è molto caratteristico. Mi ha lasciato a bocca aperta perchè la prima cosa vista è stata un giardino in centro con una decina di capre che se la giravano belle belle brucando la poca erba che avevano lasciato. Subito dopo, dietro ad un piccolo sottopasso si nota il campanile della chiesa del paese in tipico stile montano con pochi fronzoli e tetto conico sul marroncino. Dal resto della chiesa partono diversi sentieri per la Paganella e per i laghi. Dal paese parte una strada che segue la dorsale della Paganella, da lontano sembra che si possa arrampicare dappertutto, ho seguito la strada alla ricerca dello spot segnalatomi... non l'ho trovato ma non ho avuto costanza e tempo per cercarlo a fondo. Su internet ho trovato indicazioni che lo danno per certo. Domenica mi avrà.

I Ciucioi


I ciucioi, i ciucioi non ho ancora bene capito cosa sono anzi cos'è... Ho sentito fin'ora tre campane, due molto simili ma con piccole sfumature diverse, la terza addirittura è stata: “ no so miga bene cos'è chel'è”. Di fatto è una costruzione stravagante fatta sul pendio di un colle che sovrasta la piazza Loreto, sembra l'interno di una chiesa franata con archi e volti e vari piani.. ma non è una chiesa e non è franata. Il Piffer mi ha detto queste parole “l'è sta un mato de Lavis che l'ha costruito sta cosa e c'èra un giardino a terrazze e ogni tanto un qualche volto che porta a delle nicchie, ma non si sa cosa chel servisse.. comunque adesso lo stanno mettendo a posto.. mì me son ma salì in sima da quand che son' chi”. Il giorno stesso ho provato a salirci io, c'è il vicolo dei ciucioi che però è chiuso per i suddetti lavori, allora ho trovato il Vicolo e salita del Bristol che con una serie di scalette strette e ripide che passano in mezzo alle case della Lavis vecchia arriva su in cima. Da lì ho provato in mille modi a sporgermi per vedere giù, ma niente a causa dei lavori non sono stato ancora in grado di vedere sti CiuCIOi.

Diario Lavisiano

Dal primo aprile mi sono trasferito a Lavis, che non si pronuncia così come sembrerebbe con l'accento sulla a , ma Lavìs con l'accento sulla seconda sillaba. E c'è pure una ragione. L' Avisio è il fiume che scorre in questo comune ed in dialetto locale l'Avisio è l'avìs.. insomma uno più uno.. Lavis è un comune piccolo ma molto bello e si distingue stilisticamente da Trento perchè mentre il capoluogo sembra essere più una città di mondo in stile austroungarico, Lavis è più montana piena di portoni e volti, vicoli con scalette ripide, case in pietra e legno e persone sorridente e apparentemente rilassate. Ogni mia valutazione adesso subisce l'influenza di almeno 5 fattori: il fascino della cosa nuova, il fatto che ho sempre desiderato abitare tra i monti la primavera le giornate di sole che si susseguono dal 1aprile ad oggi la mia settimana di libertà prima dell'inizio del lavoro. Le mie prime esplorazioni sono state nel paese che per quanto sia piccolo, è pieno di novità per uno appena arrivato. La Casa in Piazza Loreto, l'abbiamo vista e ce ne siamo innamorati. In verità non avevamo nemmeno visto la casa dentro ma solo fuori, il contesto esterno. Si trova alla fine del paese nel punto da cui l'Avisio esce dalle montagne dopo aver percorso tutta la Val di Cembra. Da casa si sente il rumore del torrente, c'è un piccolo ponte di ferro che lo attraversa al di la dell'avisio siamo nel comune di Trento, al di qua nel comune di lavis.

domenica, gennaio 30, 2011

Precarietà

Abbiamo lottato e rinunciato a lottare. Poi ci siamo di nuovo fatti coraggio per lottare di nuovo. Abbiamo atteso minuti lunghissimi che si sono allungati in giorni, settimane e mesi. Abbiamo trascorso il tunnel vedendo la luce per tre soli giorni, poi il tunnel è riniziato e di nuovo i minuti sono diventati lunghissimi, le parole pesanti, l'aria densa. Nelle nostre menti durante il percorso abbiamo ridiscusso valori, principi, convenzioni.. abbiamo pensato e siamo arrivati a pensare anche quello che la gente dice che non si deve dire. Noi ce lo siamo detto, scherzandoci sopra. Sputandoci sopra.
Abbiamo amato ed odiato.Vita e morte si sono fuse nella stessa materia come nel Gange. Aspettiamo di purificarci. Sarà solo il tempo, nessuna credenza religiosa può salvarci ne condannarci.Possiamo barricarci dietro le mura delle nostre credenze, riempirci la mente di fede ma la sola incomprensibile spiegazione è in mano alla biologia. Ma l'uomo è troppo egoista e saccente per rendersene conto. Ora gli alti e bassi di questi mesi si sono fusi in un unico stadio intermedio di indifferenza. Putrida indifferenza figlia della ostinata precarietà in cui viviamo.

sabato, gennaio 15, 2011

Inverno padano superiore

Persi in un triste presepe.
ogni giorno il rumore secco delle 7:30 del mattino annuncia l'accensione della luce chiara.
si illumina il cielo grigio
alle 16:45 scatta di nuovo il timer
in 10 minuti con dissolvenza torna il buio.
Le giornate si susseguono senza scopo se non quello di passare
Non si vede il sole da mesi e la notte non ci sono stelle nel cielo, ne comete ad indicare la via.
tutto è coperto.
Sotto, solo masse di pastori mettono un piede davanti all'altro, cauti
per non cadere dal filo su cui i cervelli stanno in precario equilibrio.
Artisti o depressi, spesso tutte due le cose insieme
In cerca di soldi per scappare ad ogni spiraglio
Anche il sole a rinunciato a lottare contro il muro di nubi e nebbia.
Lo scenografo ha deciso per il grigio.
Negozi e centri commerciali si affollano
e i bar vendono alcolici e sigarette.

venerdì, dicembre 03, 2010

17,3°

Ho trent'anni.
Mi sono masturbato per noia guardando un medley di scontati film porno scaricati per volontà e per sbaglio dalla rete.
Prima di iniziare avevo ricevuto due telefonate da parte di due diversi zii. Mi proponevano lavori. entrambe.
Uno aveva visto un'annuncio su un giornale di annunci :"cercasi cuoco/a per condividere passione e avviare un locale bla bla", mia zia invece mi consigliava di chiamare un'azienda che stava cercando personale per montaggio parabrezza.. a quanto pare stavano rastrellando gli istituti tecnici in cerca di giovani operai.
Ho annotato i numeri.
Ho sbuffato. Poi ho iniziato..
Era un pomeriggio totalmente apatico, avevo bisogno di emozioni. Quella era a portata di mano.
Non ho chiamato nessun numero di quelli segnati sul foglio.
Fra qualche giorno rinizierò l'ennesimo lavoro di questo 2010.
Ho fatto il giardiniere, il falegname, il meccanico di biciclette, lo scroccamoneta, l'agricoltore, il venditore, il barista ed il cuoco
Avevo sempre divise diverse.
Ho guadagnato pochissimo ma non mi è mai mancato nulla.
Sto sperimentando quello che gli anni precedenti ho predicato alle riunioni dei gruppi d'acquisto, della transizione e di tutti gli altri movimenti di cui ho collezionato tessere e presenze.
Vivere con poco.
Ho i piedi freddi da ore e sto cercando di sopportare.
Il termostato segna 17,3 gradi.
Fra un po questa casa si riempirà.

mercoledì, marzo 03, 2010

Franco

il mio collega era Franco, l'avrei scambiato per un anziano se l'avessi incontrato per la città, ma era più giovane di quanto sembrasse. Il suo viso e le sue mani erano libri aperti, ne aveva passate molte e adesso ha paura delle conseguenze. Nei miei ultimi giorni al suo fianco era malinconico, mi voleva sempre raccontare aneddoti di quando era giovane e lavorava per il Gas. Faceva questo e quello ed era veramente bravo, si arrampicava sulle grondaie, saldava tubi del gas con rapidità e maestria e i suoi colleghi lo stimavano molto, mi diceva. I suoi colleghi ora li cercava nel necrologio sulla Nuova Ferrara o sul Resto del carlino mentre sorseggiava il suo caffè corretto anice. aveva sempre una battuta pronta per la barista, adorava le donne e se il suo pene avesse retto ancora avrebbe cercato di portarsi a letto ogni donna a cui riuscuva a strapare un sorriso.
E' innamorato della sua compagna, "lei dipinge" mi disse un un giorno..."fa dei fiori bellissimi".
Lui dentro la sua corazza rigida ed arruginita da anni di carcere, ogni tanto lasciava uscire spiragli di luce.
Si dava un gran da fare al lavoro, non si risparmiava mai nemmeno se il suo cuore e la sua tosse lo soffocavano. Diventava viola in volto e ogni volta io mi facevo serio e mi avvicianavo a lui perchè temevo il peggio. Non sopportava di essere aiutato ne di essere accudito, voleva fare e dimostrare.
Prima di iniziare un qualsiasi lavoro pesante si sputava sulle mani. Un runmore secco e di seguito il raschiare delle sue mani dure e secche, in un attimo era pronto.
Fumava sempre, appena ne aveva l'occasione, aveva sempre un pacchetto di Diana a protata di mano ed un accendino con una donna nuda disegnata sopra che in chissà che modo riusciva sempre a riempire. Girava con un ciao blu con la targa scritta a pennarello su un rettangolo di plastica, aveva sempre la scusa pronta se l'avessero fermato. Aveva un carattere difficile e si arrabbiava spesso, ma mi piaceva stare in coppia con lui, lo preferivo agli altri colleghi. Aveva da insegnare ed è l'unico da cui ho imparato. Il mio ultimo giorno di lavoro mi ha detto che era un peccato perdere una giovane con la mia voglia di fare e le mie capacità. Franco, aspetta la pensione.

venerdì, gennaio 29, 2010

musica nel ventidieci

Ascolto the Cure e siamo nel 2010.
Questi anni non offrono musica stimolante,
sto ascoltando la radio in questo periodo.
Vado a lavorare in macchina,ho sempre odiato farlo.Non è una questione legata solo alla comodità.E'un principio.Qualche anno fa mi dicevo che non avrei mai ascoltato la radio,
"solo musica commerciale" dicevo. Di fatto la musica buona non la trovo, ricordo che qualche anno fa mi chiedevo se crescendo sarei stato in grado di riconoscere ancora la bella musica, quella che mi faceva sognare, quella che mi liberava, che mi scuoteva e che accompagnava bevute e fumate con gli amici. Non la trovo o non la riconosco?
In auto, per radio musica commerciale mentre tornavo dalla sede del lavoro e mi stupivo che chiamassero rock quella nenia semielettronica anglofona. Ero preso da pensieri figli dell'epoca che stiamo vivendo, decadenza e sonnolenza sociale.
Sentivo di scioperi dell'acciaierie in via di chiusura, sentivo della fiat e del papa che diceva di non permettere troppe cause di annulamento di matrimonio mentre i suoi scagnozzi incitavano la "comunità" a accogliere le famiglie rimaste senza lavoro. I disoccupati crescono e fra un po mi aggiungerò anche io a loro, in quella categoria.
Da disoccupato mi riapprioperò della mia liberta e spero di essere parte attiva di un cambiamento, in fondo siamo 57 milioni, lo stato fra un po non potrà più permettersi di dare l'assegno per la disoccupazione, non potrà pagare più cassaintegrati.
A quel punto sarà la rivuoluzione della classe operaia, è così che rianscerà. Adesso la classe operaia è composta da un 14% circa di laureati. Sarà buffo vedere che succede.
Nel millenovecento dieci è stato un bel casino. Terremoto in irpinia, alluvioni, eruzione dell'etna, epidemia di colera contemporaneamente il Nazionalismo prende sempre più piede e una sorta di addestramento militare inizia anche tra i movimenti studenteschi in un clima di instabilità politica mentre il clero getta le basi per la nascita di un movimento cattolico politico. Spero ci sia almeno una bella colonna sonora questa volta.