.

Potete tagliare tutti i fiori, ma non potete impedire alla primavera di ritornare (Mao tse-tung)

Visualizzazione post con etichetta viaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta viaggi. Mostra tutti i post

martedì, aprile 26, 2011

Merano, Levico, Valle di Sella

Il week end di Pasqua era carico di aspettative... Si perchè aspettavamo entrambe, sia io che Mara, l'arrivo di questi tre giorni tutti attaccati di "riposo"... Riposo che nel nostro vocabolario equivale a uccidersi di sforzo fisico per poi godere di qualche buon pasto e una bella dormita.. Perchè siamo "addicted" da quella sensazione che si ha in corpo dopo una passeggiata o una generica fatica con scopo ludico.. quello sfrigolio dei muscoli, quella leggerezza della mente, quella calma del corpo e quell'innapagabile sensazione dell'aver già dato!!.
Avevamo programmato un'Altavia da 2 notti non si sa dove, una dormita in bivacco in un qualche monte, una notte all'alpe di Siusi in un centro Benessere e tante altre alternative..
Ovviamente niente di tutto ciò! Un madley di tutto.. come sempre!
MERANO
Così primo giorno a Merano.. a passeggio, in bicicletta sue giù.. un wusterino con senape e mayonese... un pane di segale e poi ... TERMAE ! Infatti Merano ha delle bellissime terme come in quasi ogni paese del sud tirol.. Così abbiamo goduto di 3 ore di saune, idromassaggio, bagno turco, relax, piscina clada e piscina fredda, sauna finlandese seguita da tinello di acqua gelida rovesciato addosso... sempre e continuamente nudi! Perchè in effetti è bello stare nudi! Io l'ho capito la prima volta quando siamo stati per caso ad un campeggio naturistain croazia..e da allora dico si al nudismo! Che non ti cambia poi nulla e non ti fa essere diverso o perverso, ti fa solo essere onesto con te stesso. Credo io.
La serata ha avuto il solito colpo di scena.
Da bravo BRACCINO CORTO avevo parcheggiato il furgo al parcheggio dell'interspar. Dopo aver controllato non ci fossero divieti, orari o sbarre. Bastava essere clienti .. lo fummo!!
Alle 20 il supermercato chiudeva, arrivati alle 22 con la nostra bici il nostro furgo giaceva solo in questo immenso spazio.. molto malinconico.. solo un grande sbarra metallica ci separava da lui, la sbarra portava un cartello con scritto RIAPERTURA MAR 26.. Interspar vi augura buone Feste!. CAZZO!dicemmo!
Abbiamo risolto poi ... una telefonata al 113 (la prima della mia vita) con la massima educazione e cordialità ho esposto il dilemma al quale ero di fronte. Nel giro di pochi minuti una volante ci ha raggiunto, "documenti!" e documenti a loro. Due risate genere volevate fare i furbi e non pagare il parcheggio .. poco dopo è arrivato il proprietario delle chiavi e ci ha liberati. E così fuga verso casa base.
Levico
Partiti di buon ora dopo una bella dormita, veramente bella in preda alla rilassatezza donataci dalle terme e dal picco di adrenalina per la dissaventura al parcheggio, siamo andati a Levico. Il pic nic pasquale stesi sul prato era a base di Fusilli con zafferano, cappuccio rosso e semi di girasole; gamberi saltati con verdure e curry; vino Brunello di Montalcino 2006 (ottimo anche se non c'entrava nulla) e due ovetti di pasquetta. Finito il desinare (disnar in dialetto trentino significa per l'appunto pranzare.. me ne accorgo ora) siamo andati ad Orti in Parco una maifestazione su base agricola che si svolgeva al parco di levico. A parte alcune belle attività e bancarelle la cosa che è rimasta nel cuore è stata la "Preparazione del Canederlo sostenibile" teatrata dalla compagnia Koinè.. Si tratava di fare ognuno per se i canederli, cibo sostenibile in quanto RIuso di pane vecchio e avanzi di casa, il tutto condito da una voce fuori campo veramente ironica, alcune canzoncine e la guida di Maria Canederlaia di Rabbi. Così oltre ad aver riso, fatto i canederli, ci siamo procacciati la cena FOR FREE.. mara ed io sbaviamo di fronte a queste cose.
VAL DI SELLA
I canederli sono stati consumati alcune ore dopo in Val di Sella, improvvisando un brodo e accompagnati dalle lasagne funghi asaiago e radicchio che avevamo portato da casa. La valle, chiusa, ci ha meravigliato, era veramente bella, silenziosa e poetica.
Abbiamo dormito in furgone, sofferto appena un po di freddo e di dolori alla schiena .. per mancanza di abitudine, il mattino dopo una bella colazione siamo andati ad arrampicare una piccola falesia sotto la statale per Olle e Borgo Valsugana. C'era un bel sole e io morivo dalla voglia di sentire la roccia tra le mani. Così ho aperto tre vie da un 5 ad un 6c e ce la siamo goduta..
Il resto del giorno puzzava già di rientro e non sarà in questa fase che parlo di cose mailinconiche.

Le Laste, Il luogo di Lavoro

Abito a Lavìs e lavoro a Trento.. alle Laste come dice la gente di qua. Le Laste, non so bene da dove derivi il nome ma c'è pure un santuario: la Madonna delle Laste. Lavis-Trento finora l'ho sempre fatto in bicicletta, 8km in leggera pendenza al mattino con il vento a favore. Sono circa 16minuti di bici al mio passo .. al mattino. Il problema nasce quando devo “salire” alle Laste. Questa madonna e la mia cooperativa infatti, si trovano su un colle sopra a Trento sopra al castello del BuonConsiglio (che una volta era del Malconsiglio). Per salire, la strada è veramente ripida veramente !! Salgo con il rapporto 1:1 della mia bici Hibrid NSR GT, velocità massima i 12km/h la minima 7Km/h. Fatica!! I colleghi consigliano di salire a piedi... in effetti arrivo su rosso in viso e sudaticcio, tanto da dover far prima un check up del mio corpo in bagno e cambiarmi la maglietta.

Lavis-Laste 10Km tempo di percorrenza 27min

La strada che percorro è via della Pontara, poi un pezzo di via Cervara ed arrivato al convento dei cappuccini devio per via delle Laste per l'appunto. Ho scoperto lunedì mentre affrontavo un ripidone che la via ha tutte le stazioni della via crucis... Ogni mattina la ripercorro partendo dalla 7 stazione “Gesù incontra la Maddalena” fino circa alla 10 o 12 in cui “Cristo viene deposto dalla croce e bendato” passando ovviamente per quella in cui “Cristo Muore”e "Cristo cade per la seconda volta". Certo non mi aiuta ne mi conforta il ricordo della sua fatica e della sua sofferenza. Per lo più quando lui risorge io arrivo pure al lavoro!... sarà una risurrezione moderna la mia.

Una volta varcata la soglia di Villa S.Ignazio dove lavoro nella cooperativa sociale, tutto cambia. In effetti.. alberi e bosco, prati, aiuole, calma e silenzio e soprattutto uno stupendo orto a terrazze. Questo sarà il mio compito, accudire l'orto ed insegnare qualcosa di manutenzione del verde e giardinaggio a “utenti con disagio sociale over 40”. L'orto è storicamente del volontario Beppino. Mi era stato presentato come un orso, una persona difficile da avvicinare e dura. In verità si sta rivelando una grande persona. Una di quelle che, come successe in Guatemala con Felipe, con il loro amore per la natura e la loro calma conquistano un importante posto nella mia mente e nel mio cuore. Gli occhi di Beppino sono i tipici occhi di chi ama il verde e passa le giornata a guardare cielo e terra, limpidezza e profondità. Ieri abbiamo trascorso tre ore fianco a fianco a pulire le file di cipolle, abbiamo strappato alcune erbacce e zappettato tra le file. Inginocchiati sulla terra sassosa. Mi ha raccontato la sua visione della politica, ha commentato i fatti di questi giorni ha condiviso i fastidi e mi ha spiegato una piccola parte della sua vita mentre i merli ci venivano a fianco sperando di tirare su qualche lombrico e i passeri se la cantavano allegri sugli alberi in piena esplosione primaverile.

Arrampicata e grigliata al Cimirlo

Era Domenica e c'era Filippo, era in sosta dal suo viaggio Praga-Ferrara. Si è fermato a dormire e ne ha approfittato per arrampicare con me e Mara. La giornata era sempre soleggiata come capita spesso da quasi tre settimane. Avevamo letto di questa falesia nei pressi di Povo a Trento praticamente. Con il furgonetto carico di tutti i ciappini necessari siamo saliti fino al passo del Cimirlo, il povero Tirtlen (il furgo) ha fatto molto fatica è sempre più stanco poveretto.

Parcheggiato in prossimità di un ristorante, abbiamo fatto una camminata di una ventina di minuti seguendo un sentiero indicato fino ad un bivio in cui si prende una stradella ripida che punta diritto alla Falesia. Il settore in cui ci siamo fermati era quello più semplice credo.. ma meglio così eravamo tutti arrugginiti. Ho aperto io, un 5b direi ..non di più forse qualcosa meno. Era una ascesa in un camino in alcuni tratti molto stretto in cui si poteva salire a 4 zampe. Da sotto sembrava molto semplice mentre aprendola ho avuto qualche difficoltà in alcuni punti gli appigli e le prese erano molto ampi e senza possibilità di incastro delle dita. C'è da dire però che ogni rinvio era sistemato in posti in cui si era in piena sicurezza. Aperta quella via abbiamo fatto la variante laterale, molto più divertente con alcuni punti che sfioravano il 6 grado.

A fianco un signore e sua figlia arrampicavano al nostro livello, molto allegri e sorridenti, grazie alla parlantina di Filippo abbiamo iniziato il dialogo e ci hanno consigliato posti e falesie da visitare. Alle 2 la fame si è impossessata di noi abbiamo raccolto tutto e ci siamo diretti verso un area di sosta sotto il rifugio Maranza, lì FINALMENTE abbiamo grigliato i nostri wuster, salsicce e costine e melanzane, il tutto contornato dal PANE Ceco che Filippo ci aveva portato in dono. Giornata splendida da ripetere, quantomeno voglio tornare alla Falesia per godermela di più.


venerdì, aprile 08, 2011

Salorno e i Pochi


Lungo la ciclabile dell'adige direzione Bolzano si raggiunge il primo paese del Sud Tirol o dell'Alto Adige a seconda dei punti di vista. Dopo circa 15km convento contrario da Lavis si arriva a Salorno, un paesetto carino stile tirolese con tanto di Rathaus e scritte in tedesco ed italiano. Avevo sentito parlare di un paese vicino chiamato Pochi che tutti qui chiamano I Pochi, dove ci sarebbe un rifugio in cui si mangiano bistecche di camoscio. Volevo andare a vedere com'era, era solo a 5km da Salorno. E così ho iniziato a salire. La salita era del 14% e i cartelli che indicavano i Pochi invece di calare il kilometraggio di distanza rimanevano invariati nonostante la mia fatica crescente. Sono arrivato a 500m dal cartello che indicava l'inizio del paese e ho girato la bici, mi sono chiuso la giacca e asciugato il sudore della testa. La discesa era veramente degna di nota, altroché salita. Ho toccato i sessanta km orari con mia grande soddisfazione. Mio padre avrebbe detto “Ta' tenti!!” ma non mi è apparso e poi lo sapevo anche io. Così mi sono lanciato nel ritorno tornando per la ciclabile con un gradevole vento a favore che mi ha fatto risparmiare 30 minuti di pedalate.

Lago S.ta Colomba e lago di Lases

Era una di quelle mattine in cui nonostante il sole stupendo ed il cielo limpido non avevo gran voglia di fare.. per di più iniziavo a sentire il fastidio e l'inquietudine del prolungato silenzio dei miei datori di lavoro che avrebbero dovuto farsi vivi, visto l'imminente presunto inizio. Sicché dopo aver svolto l'unico compito mattutino, qualche burocrazia legata al contratto di affitto appena instaurato, ho vinto l'inerzia che mi teneva schiavo imbambolato. Mi son travestito da ciclista e sono partito diretto verso l'indicazione marrone per il lago di Santa Colomba e Lases che avevo visto i giorni precedenti durante qualche vagabondaggio. Così i 14km di salita mi hanno lasciato un po con il fiatone, la strada statale per altro non era il massimo. Il traffico abbastanza sostenuto era per lo più di camion carichi e scarichi di Porfido, perché quella è zona di cave. Il panorama.. niente di che, sulla sinistra in basso nella gola scorreva l' Avisio a destra si alternavano boschi con cascate di erica in fiore a cave che brillavano come ferite aperte. L'ultimo tratto di salita da Albiano al Lago è stato il più duro e più volte mi sono dovuto convincere di non mollare. D'altronde venivo da una lunga pausa di attività ciclistica. Alla fine della salita, dopo una delle tante curve che precedentemente mi avevano svelato altre salite, è apparso il lago, piccolo e splendido. Un lago con acqua verde in cui il cielo e le nuvole riflettevano nitide. Le sponde erano ricche di cannuccia di palude, in alcune zone il prato arrivava direttamente in acqua, subito dietro, una bellissima pineta. C'è una leggenda sul lago. Un giorno un viandante arrivò a Santa Colomba a notte inoltrata e iniziò a bussare nelle case dei minatori delle Canope, nessuno gli aprì. Gli abitanti grazie all'attività di estrazione si erano arricchiti e da quel momento avevano paura degli estranei vedendoli come minaccia alla loro stabilità, dimenticando le buone regole di ospitalità e la gentilezza. Il viandante così vagò per tutte le case e nessuno gli diede asilo. Finchè arrivò all'ultima casa su per una collina, qui una signora sola, lo accolse. Durante la notte ci fu un grosso temporale con tuoni, lampi e pioggia scrosciante. La signora andò per affacciarsi alla finestra per vedere che stava succedendo quando si sentì trasportare indietro da una forza sconosciuta. Al mattino si ritrovò svenuta ed addormentata sulla sedia che stava di fronte alla finestra nella sua casa. Quando aprì la finestra non vide più il paese sotto il colle su cui viveva ma al suo posto era sorto un lago... Ovviamente il viandante era sparito e così via. Leggenda o non leggenda ma il lago aveva veramente qualcosa di magico. Ho fatto un giro intorno seguendo uno dei mille sentieri possibili fino ad arrivare al Dos dei Brusadi. Li ho letto i cartelli di spiegazione sull'attività dei minatori delle Canope, ho lasciato la mia firma su una di quelle agende che si lasciano a disposizione dei visitatori. Ho mangiato riso e verdure insipide seduto sopra un masso al sole, cercando di riempirmi gli occhi. C'erano moltissime persone in giro con il rampichino, ho scoperto infatti che la zona è il top per chi pratica mountain bike. Devo sicuramente tornare munito della giusta bicicletta. Dopo una pausa sono partito per Lases con l'intenzione di arrivare a Segonzano e passare sulla parte opposta della valle, in modo da tornare da una strada diversa. Ho chiesto indicazioni e sono stato scoraggiato, mi hanno detto infatti che la strada era molto lunga.. sali scendi e sali di nuovo. Ho visitato il lago di Lases e mi sono lanciato nella meritata discesa. Andavo forte ma non abbastanza, c'era il solito vento contrario, maledizione del ciclista, che non mi permetteva di godermi la discesa. Andavo a 34km/h ed era poco, mi è apparso mio padre che mi diceva “mo' cuntentat!!” come mi dice da quando sono bambino...ma no cacchio non riuscivo ad accontentarmi dopo tutta quella fatica ci voleva la ricompensa e almeno i 45km/h li dovevo toccare. Invece vento contro fino alla fine.

Zambana vecchia

Zambana vecchia, e Zambana nuova è il comune di fianco a Lavis, ma proprio di fianco roba da 6 minuti in bicicletta senza pedalare visto che c'è una lieve discesa. L'ho scoperta perchè mi era stato detto che c'era una parete d'arrampicata.. Ho preso la bicicletta e mi sono lanciato alla ricerca. La Zambana vecchia sta dopo l'Adige e dopo il Noce, ma è sempre a 20minuti di bici. Il paesotto è molto carino, sta sotto la Paganella ed al pomeriggio è tutto in ombra. Il paese non ha avuto un grande sviluppo e penso sia soggetto anche all'abbandono da parte dei giovani. Per questo è molto caratteristico. Mi ha lasciato a bocca aperta perchè la prima cosa vista è stata un giardino in centro con una decina di capre che se la giravano belle belle brucando la poca erba che avevano lasciato. Subito dopo, dietro ad un piccolo sottopasso si nota il campanile della chiesa del paese in tipico stile montano con pochi fronzoli e tetto conico sul marroncino. Dal resto della chiesa partono diversi sentieri per la Paganella e per i laghi. Dal paese parte una strada che segue la dorsale della Paganella, da lontano sembra che si possa arrampicare dappertutto, ho seguito la strada alla ricerca dello spot segnalatomi... non l'ho trovato ma non ho avuto costanza e tempo per cercarlo a fondo. Su internet ho trovato indicazioni che lo danno per certo. Domenica mi avrà.

I Ciucioi


I ciucioi, i ciucioi non ho ancora bene capito cosa sono anzi cos'è... Ho sentito fin'ora tre campane, due molto simili ma con piccole sfumature diverse, la terza addirittura è stata: “ no so miga bene cos'è chel'è”. Di fatto è una costruzione stravagante fatta sul pendio di un colle che sovrasta la piazza Loreto, sembra l'interno di una chiesa franata con archi e volti e vari piani.. ma non è una chiesa e non è franata. Il Piffer mi ha detto queste parole “l'è sta un mato de Lavis che l'ha costruito sta cosa e c'èra un giardino a terrazze e ogni tanto un qualche volto che porta a delle nicchie, ma non si sa cosa chel servisse.. comunque adesso lo stanno mettendo a posto.. mì me son ma salì in sima da quand che son' chi”. Il giorno stesso ho provato a salirci io, c'è il vicolo dei ciucioi che però è chiuso per i suddetti lavori, allora ho trovato il Vicolo e salita del Bristol che con una serie di scalette strette e ripide che passano in mezzo alle case della Lavis vecchia arriva su in cima. Da lì ho provato in mille modi a sporgermi per vedere giù, ma niente a causa dei lavori non sono stato ancora in grado di vedere sti CiuCIOi.

Diario Lavisiano

Dal primo aprile mi sono trasferito a Lavis, che non si pronuncia così come sembrerebbe con l'accento sulla a , ma Lavìs con l'accento sulla seconda sillaba. E c'è pure una ragione. L' Avisio è il fiume che scorre in questo comune ed in dialetto locale l'Avisio è l'avìs.. insomma uno più uno.. Lavis è un comune piccolo ma molto bello e si distingue stilisticamente da Trento perchè mentre il capoluogo sembra essere più una città di mondo in stile austroungarico, Lavis è più montana piena di portoni e volti, vicoli con scalette ripide, case in pietra e legno e persone sorridente e apparentemente rilassate. Ogni mia valutazione adesso subisce l'influenza di almeno 5 fattori: il fascino della cosa nuova, il fatto che ho sempre desiderato abitare tra i monti la primavera le giornate di sole che si susseguono dal 1aprile ad oggi la mia settimana di libertà prima dell'inizio del lavoro. Le mie prime esplorazioni sono state nel paese che per quanto sia piccolo, è pieno di novità per uno appena arrivato. La Casa in Piazza Loreto, l'abbiamo vista e ce ne siamo innamorati. In verità non avevamo nemmeno visto la casa dentro ma solo fuori, il contesto esterno. Si trova alla fine del paese nel punto da cui l'Avisio esce dalle montagne dopo aver percorso tutta la Val di Cembra. Da casa si sente il rumore del torrente, c'è un piccolo ponte di ferro che lo attraversa al di la dell'avisio siamo nel comune di Trento, al di qua nel comune di lavis.

sabato, novembre 01, 2008

Risalendo un PO


Visualizzazione ingrandita della mappa

viaggio controcorrente nei miei pensieri

28/10/08 ore 19:00 Sabbioneta (MN)

1° tappa = Ferrara - Sabbioneta 141Km percorsi

I dubbi che avevo ieri sera, ancora mi girano per la testa: ce la farò ? prenderò tanta pioggia? sopporterò la solitudine?...i dubbi..

Stamattina c'era il sole e ho deciso di non ascoltarli, di non farmi prendere dalle indecisioni. Ho tentennato.. d'accordo... ma con un'ora e mezza di ritardo sono partito. Ore 10:00 circa, Andrea olia la catena della bici, pensando che se avessi incontrato tanta pioggia una lubrificatina in più non sarebbe guastata.Ore 10:30 sale sulla bici, percorre i primi 10 metri e si rende conto che le gomme dovrebbero essere gonfiate di più. Due minuti dopo percorrevo la mia via schivando le foglie di bagolaro che piovevano gialle dagli alberi che finalmente hanno capito l'arrivo dell'autunno. Ho percorso le strada che solitamente faccio nei mie allenamenti settimanali, il cavalcavia della Gigina, la via del Catta, la ciclabile del Burana che mi avrebbe portato fino a Bondeno e poi da li tutta la strada era nuova.....

continua

Autunnevole Tonale

lunedì, luglio 07, 2008

Diario della Bicicletta

Leggi qui il diario del viaggio in corsica
Corsica tour bici 2008

domenica, settembre 02, 2007

La salsiccia ferrarese non è onesta

le cose fatte in questi giorni sono veramente tante, anche se confrontate con quelle non fatte forse si ottiene un pareggio. Il meetUp dei Grilli estensi è stata una scoperta un po strana, mi aspettavo un programma diverso per il V-Day, ma comunque apprezzo lo sforzo degli organizzatori che si sono prodigati per rendere possibile anche solo la raccolta firme. E così sabato prossimo sarò là mi auguro di poter essere utile in qualche modo. La sera ci sarà il V-night al centro sociale nella nuova gestione dell'associazione culturale Alterazione..

Mentre facevo i miei bisogni riflettevo sulla contemporaneità degli eventi e mi sono imbattuto in un viaggio psichedelico, forse stimolato anche dai vapori condensati del mio piccolo bagno, niente pensavo a sogni e fusi orari. Pensavo a quando una persona all'improvviso ha la sensazione di avere vicino un amico o un conoscente, ma guardandosi in giro scopre che non è possibile. Ecco ora pensiamo all'amico o conoscente, magari questo sta sognando e sogna proprio la persona in oggetto... una sorta di teletrasporto di parte delle persone per via eterea. Ora però la limitazione a questa trasmigrazione di personalità è strettamente connessa alla contemporaneità e cioè al sonno di uno e la veglia dell'altro, i casi in cui si può verificare sono quindi
-tra persone a fusi orari diversi
-tra turnisti e giornalieri
-tra narcolettici e normodormienti
sostanzialmente è troppo limitante come casistica per tanto la mia pseudo teoria è ufficialmente da scartare, ieri sera alla grigliata ero stato avvisato, che scherzi la salsiccia ferrarese!

mercoledì, agosto 22, 2007

la sera a Verudela

martedì, agosto 21, 2007

il ritorno

21-8 treno Pineto-Ferrara
Musica: Mice Parade
Un viaggio nel tempo può deludere. Gli enormi spazi, misurati a passi nei ricordi di infanzia, si trasformano in luoghi finiti.La spiaggia piena di ombrelloni diventa claustrofobica, opprimente. Orde di vecchie conoscenze che riconoscono i miei occhi "come quando eri bambinoooooo" ripetendo tutti le stesse frasi con affetto ma senza fantasia. Il mare, l'unico rifugio, l'unico a rimanere grande.. come quando ero piccolo. Quella linea di orrizzonte blu carica di nuvole gonfie. Certo ci ero già tornato altre volte, ma l'entusiasmo di fare conoscere il posto a qualcun altro lasciava più spazio al cuore. Lo stesso cuore che ora indurito, si è fatto da parte mostrandomi Pineto con il solo sguardo della mente. Ora costeggio chilometri di mare, tornando a casa, al nuovo lavoro, alla mia camera al mio computer e queste righe che scriverò sul blog dando inizio alla quotidianità.
ore 6:30
Musica: Sigur Ross Takk (saeglepour)
Ora il cielo è grigio piombo, il mare riflette colori bellissimi e cupi. Il sole è rimasto alle mie spalle, minuscole spiagge deserte tra Ancona e Falconara Marittima si susseguono malinconiche e affascinanti. Di fianco a me una coppia mal assortita chiacchiera stretta stretta occhi dolci e brevi contatti tra le loro mai.Hanno l'aria di chi parte per un viaggio oltreoceano. Dal finestrino alla mia sinistra continuano a passare, rapide, case, palazzi, prati, campi e strade che fanno parte della vita degli abitanti di qui, sono i loro ricordi la vita di ogni giorno altrui, Io posso solo intravederli lasciarli scorrere, rimanendo come l'uomo che ho di fronte che cerca di capire che libro sto leggendo e incontra solo carta di giornale. Prima in bagno mi ricordavo di quando, al primo interrail, rubavo la carta igienica e le salviette dai treni facendone tesoro per i bisogni di strada, Ricordo che ne tenevo sempre uno o due fogli, meglio se di salviette. Li collezionavo. Su quelle francesi c'era scritto TGV, sulle spagnole RENFE, le portoghesi erano molto rare le ricordo ruvide e rosa. Le nostre portavano ancora lo stemma vecchio delle FF.SS.... Che fine avranno fatto ora quei fogli. Sto iniziando ad odiare la mia depressione post ferie Vorrei che il tempo si fosse congelato in uno degli aperitivi croati, nella nostra casa a Verudela. 5 amici, birra bruschette al pomodoro e tabacco. Musica a riempire la stanza insieme alle nostre risate alle nostre parole e ai nostri pensieri. Al piacere dell'essere NOI insieme, lì.
"non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti ne i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri" .. per me è un altro sole che scompare dietro le nuvole, dopo essersi ricavato il suo spazio tra grossi cumuli scuri.

429 pagine per ricordarti di me..

19-08 treno Ferrara Pineto
Musica: Amina- Kurr
Quello di avvolgere i libri letti nella carta da giornale, non l'avevo mai vista. All'inizio non capivo, mi sembrava triste come chiudere un uccellino in gabbia.Ora in treno mi rendo conto di quanto la storia che racchiude questo libro sia avvolta dentro l'involucro del mio corpo, nella mia testa allo stesso modo di quelle pagine racchiuse da 4 fogli di giornale che parlano di pensioni... I viaggiatori che mi guardano non sanno cosa sto vivendo, cosa sto leggendo. Questa storia è mia e di chi me l'ha regalata... quel giorno sugli scogli di Verudela, con la dedica in prima pagina "..429 pagine per ricordarti di me.."

mercoledì, luglio 11, 2007

Passo Tonale


Infiniti rigagnoli di acqua si univano
ingrossandosi,
sparendo tra le rocce,
inzuppando la terra,
rinfrescando l'aria e creando quel gradevole rumore,
continuo ed irregolare.
Rocce lucide, fiori di mille tonalità di colore e forme.
Paesaggi incantati, apparentemente immobili ed immortali.
Silenzio
..
.
.
nessuna voce
nessuna attività umana
solo acqua vento e canti di uccelli.
Lunedì la pioggia e la grandine ci hanno sorpresi
durante la discesa del Tonale orientale 2692mt
Nella discesa ripida l'acqua formava ruscelli nel sentiero,
la grandine feriva la pelle resa sensibile dal freddo
il vento mescolava il tutto creando uno stato confusionale.
Il poncho volava e si dimenava con forti strappi,
la pioggia iniziava a colare giù per i pantaloni (da marinaio del Decathlon)
fin dentro agli scarponi dando l'impressione
di camminare sopra a spugne
La situazione peggiorava...
e io non riuscivo a smettere di ridere
Avevo bisogno anche di questo
situazione difficile e temporale
A Ferrara sognavo di poter essere colto da un acquazzone
volevo prenderlo tutto a braccia aperte
Eccomi accontentato
appunti di viaggio lunedì 9 martedì 10

mercoledì, luglio 04, 2007

A zonzo per natura







giovedì, marzo 29, 2007

Flores, Guatemala

un giretto a Flores, ci andavo spesso

L'areo e l'impatto

14-3 Aereo--> ciudad del Mexico
Eccomi sull'aereo,
penso che non mi sveglierò più vedendo alberi fitti e sentendo il rumore delle scimmie in quell'atmosfera sospesa nel vuoto. Penso che non vedrò più quelle persone sorridenti e semplici. Vengo strappato da una realtà per precipitare in un altra, la mia di sempre, quella dell'Andrea, così, come tutti lo conoscono. La stessa realtà che questo mese e mezzo mi tornava alla mente con distacco e a volte malinconia, ma mai mi proeccupava. Questi gironi sono stati fantastici, indimenticabili, dall'Atlantico al Pacifico, provando differenti coste e differenti odori e sabbie. Il saluto agli amici, triste e freddo, belle parole ma nulla in confronto a ciò che sento. Ieri sera, pancia dolorante, valigia in costruzione, arrivavano ad uno ad uno nella mia camera, come Re magi, portandomi doni. Mi dicevano due o tre parole, un abbraccio, un bacio.. meno forti di ciò che meritavano. Chiudo gli occhi e rivedo colori, visi, alberi, il cielo, le guance rotonde e rosse, i visi moreni e quegli occhi brillanti e scuri, che come abbagli restano nella mie mente.

15-3 Madrid aeroporto
IL contatto con la civiltà.. Mi accorgo di quanto ero lontano solo ora, seduto, di fronte ad italiani dall'accento emiliano presi da discorsi banali circa la voglia di tornare a casa e di bere un caffè VERO..Non so definire la sensazione che provo, ma sembra di atterrare a piedi nudi sulla ghiaia dopo un salto... dolore rapido e pungente che fa vacillare. Giravo per l'areoporto e pensavo ad Esteban e alla sua reazione se un giorno si trovasse in un posto come questo. Penso ai suoi -Aah- e -DeVERAS!!- pieni di stupore mentre ascoltava la descrizione delle mie giornate in italia. Mentre dorme ora, nella sua aldea, porto con me il suo ricordo pieno di gioia, porto la sua tela ricamata a mano dalla moglie con il mio nome, la data e il nome della sua aldea. Me l'ha regalato ieri prima di partire. Ricordo mi diede la mano 4 volte per ringraziarmi e salutarmi. Adesso intorno a me cellulari, giacche e cravatte, ordine, occhiali, bei vestiti sopra a belle scarpe stanno li ad arrichire persone vuote.